Politica
Caso Salemi: la maggioranza scappa dal confronto e impone il segreto di stato sulla città
Ancora una volta l'amministrazione comunale dimostra tutta la sua inadeguatezza nella gestione di una vicenda che riguarda l'intera città e che ormai è purtroppo nota a tutte…

Scuola "Vera Vassalle", l'opposizione attacca: "Il sindaco viola il regolamento e tace sulla sicurezza dei solai. Domani suona la campanella, vogliamo certezze immediate"
Il gruppo consiliare "Marialina Marcucci Sindaca" denuncia la situazione preoccupante per la struttura scolastica e il silenzio dell'Amministrazione a 45 giorni dal deposito dell'interrogazione urgente: "Nessuna risposta scritta sui lavori di messa in sicurezza a poche ore dal rientro in aula di bambini e personale"

Non toccatemi il mio rione di Pelleria
Il rione di Pelleria è venuto a casa nostra, a Montuolo. A trovare me, un vecchio abitante del rione (scegliamo se dire pelleriese o pelleriano) e mia moglie Raffaella. È stato l’8 settembre, nel giorno che si celebra la natività della Madonna e all’Eremo di Rupecava si tiene una secolare manifestazione religiosa

Gioventù Nazionale Lucca: successo per il primo "Spritz e politica". Carnini: «Ascoltiamo i giovani per portare le loro priorità in città»
Grande partecipazione al Caffè Monica per il primo appuntamento di "Spritz e politica", il format mensile promosso da Gioventù Nazionale Lucca per creare spazi reali di aggregazione e confronto tra i ragazzi del territorio

Difendere Lucca non ci sta a fare lo zerbino del sindaco: "Rimuovere quanto prima la scultura davanti Porta Sant'Anna"
La lista civica Difendere Lucca interviene nel dibattito sul monumento di Piazzale Boccherini: "Quell'opera da troppo tempo è diventato uno spazio pubblicitario che l'artista usa per imporre alla…

Affitti brevi: che ne sarà della proprietà?
Per permettere al lettore di entrare agevolmente in argomento occorre chiarire i termini del problema e la sua origine. Gli affitti brevi consistono nella concessione di un'abitazione, oppure…

Museo della strage di Viareggio, la proposta di legge Bergamini arriva alla Camera
La proposta di legge dell'onorevole Deborah Bergamini, vice segretario nazionale di Forza Italia, per la realizzazione del Museo dedicato alla strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno…

Elezioni in Germania... dove va l'Europa?
L’onda lunga della Destra in Europa consente ad Alternative für Deutschland (AfD) di trionfare nelle elezioni svoltesi nel Land della Sassonia-Anhalt, in Germania. Una vittoria netta, ampiamente superiore…

A Maurizio Verona il Premio Internazionale “Cassino Città per la Pace”
Si è svolta giovedì 10 settembre, nella Sala San Benedetto della Banca Popolare del Cassinate, la cerimonia di consegna della III edizione del Premio Internazionale…

Sara Grilli: "La Viareggio Cup è molto più di un torneo di calcio"
La Viareggio Cup è molto più di un torneo di calcio. È una parte della storia della nostra città e, insieme, una delle pagine più importanti del calcio giovanile italiano…

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“Piazza Coperta, cementificazione senza fine: con la nuova strada di accesso e con la piazza bassa nella fascia di rispetto del fosso Formica sparisce totalmente il già poco verde residuo”. Questo affermano i membri del comitato Per San Concordio, che tornano a criticare l’opera.
“Quando, alla fine del 2020, sono iniziati i lavori per la costruzione della Piazza Coperta, nell’area di progetto, grande circa tremila e 800 mq, c’era solo la struttura interrata, al grezzo, del piano interrato dello Steccone - esordisce il comitato - Realizzata nel 2009-2011, occupava duemila mq, mentre tutto il resto dell’area, pari a circa mille e 800 mq, era sostanzialmente verde e, in 10 anni di abbandono, vi erano cresciuti spontaneamente centinaia di arbusti e alberelli, come si vede dalle foto del 2020 prima dell’inizio dei lavori della Piazza Coperta”.
Come prosegue ad affermare il comitato, in questi giorni, con la costruzione della nuova strada di accesso al livello della piazza e con la costruzione della cosiddetta “piazza bassa” nella fascia di rispetto del fosso Formica, risulta evidente agli occhi di tutti che, di quei mille e 800 mq che fino al 2020 erano verde, è rimasto ben poco, se qualcosa è rimasto.
“Tutto il pochissimo verde pubblico dell’area è ora ricavato in vasche di cemento, per una superficie complessiva a dir poco irrisoria- ribadiscono- In strette e lunghe trincee di cemento sono sette gli alberelli collocati lungo via Consani, quando il progetto ne prevedeva 12 e quando prima dell’inizio dei lavori dello Steccone vi erano 20 cipressi che avevano più di 60 anni, tutti abbattuti nel mese di marzo, quando erano carichi di nidi”.
Persino la piccola aiuola che stanno costruendo in questi giorni, in elevazione, nella fascia di rispetto del fosso Formica, è realizzata in una vasca di cemento armato. “Non è anche questo consumo di suolo, secondo la definizione che ne danno le normative italiane ed europee?- si chiedono i membri del comitato- Se questo è, come oggettivamente è, consumo di suolo, anche qui si ripropone la questione già posta con l’altro progetto dei Quartieri social, quello della Galleria Coperta, perché il bando ministeriale di finanziamento richiedeva, tra i requisiti a pena di inammissibilità, quello della mancanza di consumo di suolo; e allora, il progetto della Piazza Coperta, secondo lotto dello Steccone, rientrato con il cofinanziamento, non avrebbe potuto ottenere i sei milioni di euro che ha avuto”.
“La attuale giunta comunale, che in campagna elettorale gettava strali contro la Piazza Coperta e prometteva di ascoltare i cittadini almeno per la sistemazione degli spazi esterni, non ha ascoltato nessuno e, in perfetta continuità con l’amministrazione Tambellini, ha completamente delegato e lasciato mano libera all’Erp”, prosegue il comitato.
Questo con la conseguenza che su via Consani, dove c’era, a bordo strada, un’ampia resede pubblica, è comparso un marciapiede con un grande slargo pavimentato, a servizio della Piazza Coperta, che “punta” nella strada, costringendo i ciclisti a pedalare nella careggiata, quando avrebbero, con molta più sicurezza, potuto utilizzare quello spazio a bordo strada, affermano i membri del comitato.
“Un altro piccolo particolare, assieme a quanto stanno facendo oggi nella cosiddetta piazza bassa, che dimostra, ancora una volta, lo scollamento totale di questa costruzione, di chi l’ha voluta e di chi la sta portando avanti, dall’ascolto delle vere e concrete esigenze del quartiere”, concludono.
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“X^ Flottiglia nostra-che beffasti l’Inghilterra-vittoriosa ad Alessandria-Malta, Suda, Gibilterra”. Questi i versi dell’inno della X^ MAS che nacque – ben prima del disastroso 8 settembre 1943 e nell’ambito della Regia Marina – con compiti d’assalto insidioso e subacqueo. Questi svolsero Birindelli, Moccagatta, Tesei, de la Penne etc., gente che andava a disporre cariche esplosive sotto le chiglie di navi da guerra britanniche, o vi si scagliava contro a bordo di motoscafi-kamikaze.
Nulla a che vedere – se non Junio Valerio Borghese, già comandante del sommergibile che portava gli assaltatori subacquei a destinazione – con l’unità specializzata in lotta anti-partigiana dall’identico nome. Questa non fece neppure parte delle forze della Repubblica Sociale, ma come il XII btg. e parte del III paracadutisti “Nembo”, strinse un patto di fedeltà alla Germania nazista, combattendo al fianco delle sue unità. Una scelta da condannare, per un militare di professione, che deve fedeltà alla Patria, chiunque ne sia il vertice politico. Una scelta decisamente minoritaria, visto che il resto della vera X^ e della “Nembo” si schierarono con il loro re, ancorchè vergognosamente fuggito l’8 settembre.
Oggi s’è scatenata l’usuale ridda di concentrici assalti sul generale più famoso d’Italia, reo di aver chiesto una “X”, definendola provocatoriamente “X^”, sul simbolo del partito che l’ha candidato alle europee. Naturalmente lui ha poi precisato che per “X^” intendeva quella “vera”, acquatica, originaria; fermo restando che il suo carattere guascone renda fin troppo chiaro che lo sberleffo lo diverta un mondo. Un po’ come quei campioni pedatori di una volta che non solo saltavano l’avversario, ma lo deridevano per fargli saltare i nervi e magari costringerlo al fallo di repressione da “rosso”.
Inutile il suo chiarimento, in quanto il clima politico attuale è privo di ogni senso dell’umorismo e del fair play. Andreotti, Cossiga, Pertini e Fanfani, ma anche tanti altri nostri padri costituenti capaci di sdrammatizzare, oggi sarebbero finiti sulle liste di proscrizione dei politically correct, che vivisezionano ogni parola al fine di sottolineare, dall’una e dall’altra parte, il terribile messaggio nascosto nelle pieghe di ogni battuta. Che solo loro, i censori integerrimi dal composto eloquio e con occhi sbarrati dall’orrida immagine che ritengono sia stata evocata, hanno percepito.
Oggi è vietato scherzare.
E quando le parti non son più capaci – o disposte – a farsi una sana risata, quando si prendono maledettamente sul serio, beh, il passo verso l’odio è breve. E l’odio è l’assoluta incapacità di essere obbiettivi, fino a non riconoscere neppure il buono che possa esserci nella parte avversa. Quando il terzino ti odiava ti spaccava le ossa, magari tibia e perone, come successe a Sivori, Maradona e Riva.
A Vannacci non imputo di sottintendere significati antidemocratici, ma di aver parlato come si fa coi propri uomini prima di affrontare un cimento serio addestrativo, operativo, financo una cerimonia di rilievo. Per caricarli, farli stringere attorno all’ideale guidoncino, stemperare la tensione in una risata “in faccia al mondo morto ed al destino” (Dall’inno dei sommergibilisti, anch’esso ante-Salò).
Ridicoli peraltro gli attacchi rivoltigli: chi vuol votare per lui l’ha già deciso e ne ha già percepito il carattere talora ironicamente sopra le righe, e non saranno certo le compunte e sussiegose espressioni dei detrattori di tanti talk-show nostrani a fargli cambiare idea.
Ma questi attacchi potrebbero fornire in Europa carburante per spingere la navicella della disinformazione che vuole quest’Italia irrimediabilmente proiettata verso un futuro fascista, a dispetto del fatto che qualsiasi elettore di destra in possesso di adeguata cultura storica non si auguri certo il ritorno ad un regime caratterizzato da pressapochismo e assoluta ignoranza degli equilibri geo-strategici mondiali. Meno male, pertanto, che pure gli U.S.A. siano fascisti, a sentire Trump, emulando la Russia putiniana.
Vannacci ha servito fedelmente l’Italia per decenni, mettendo a rischio anche la propria vita, come tanti militari chairborne – neologismo frutto della fusione fra “chair” (poltrona) e “airborne” (aviotrasportato) – e civili suoi avversari mai hanno fatto. Credo gli debba bastare questo.
I difensori italici della Costituzione – repubblicana e naturalmente antifascista – spezzano i malleoli.


