Politica
Alla Casa del Boia la pandemia come non l'avete mai affrontata
La gestione pandemica ha presentato enormi criticità e problematiche che ancora oggi non sono state adeguatamente evidenziate e valutate.

'La legge di iniziativa popolare antifascista dorme nei cassetti, vediamo di svegliarla'
Si è tenuta una conferenza stampa, alla Camera dei Deputati a Roma, per rilanciare l’attenzione sulla legge di iniziativa popolare antifascista, nata nel Parco nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema e sostenuta da oltre 250 mila cittadini

Approvato il Bilancio di previsione 2026: aumenta la spesa per il sociale e per gli investimenti sul territorio a tassazione invariata
Approvato lo scorso martedì 20 gennaio dal consiglio comunale il Bilancio di previsione 2026 del Comune di Lucca. Il documento, che disegna i principali ambiti di intervento stabiliti dall'amministrazione…

Cure odontoiatriche all’ospedale di Lucca, comitati sanità: “Profonde carenze. Pensiamo a istituire un pronto soccorso odontoiatrico locale”
Una storia che rivela le profonde carenze nelle cure odontoiatriche all’ospedale di Lucca: da questo partono i comitati sanità di Lucca e il coordinamento provinciale sanità pubblica. “È…

Teatro del Giglio Puccini, Bianucci: "Un esponente di destra come Brugnaro lo definisce un luogo "non adatto", non siamo solo noi ad evidenziare i problemi nella gestione"
"La proposta pro-Beatrice Venezi dell'amministratore unico del teatro del Giglio Puccini, Angelo Lazzarini, è stata per Lucca un boomerang che ha acquisito un palcoscenico più che…

Vittorio Fantozzi e Marco Martinelli: "Lucca virtuosa anche sul tema della sicurezza. Il Ministro Piantedosi fa i complimenti alla sinergia cittadini-forze dell'ordine che hanno sventato un rave party a Balbano"
"Piovono notizie positive su Lucca, anche sul terreno insidioso della sicurezza pubblica. Infatti, insieme all' annuncio che la nostra città è una delle migliori quanto a interesse…

Capannori rifiuta di intitolare una via a Norma Cossetto, Zucconi (FDI): una scelta incomprensibile e irrispettosa
"Apprendiamo con profondo disappunto la notizia che il Consiglio comunale di Capannori abbia respinto la mozione presentata dal gruppo consiliare di Fratelli d'Italia per l'intitolazione di una…

Signorno e signorsi
Un tempo lo staff politico di un parlamentare si dedicava a consigliare le mosse da eseguire e a tenergli l’agenda degli impegni

Giglioli (Avs): "SOS affitti a Lucca, l'amministrazione Pardini nega il problema e boccia l'ordine del giorno del centrosinistra"
"Diritto alla casa e affitti brevi turistici: l'amministrazione di destra di Pardini ha respinto il nostro ordine del giorno sulla casa presentato dal centrosinistra. La scelta non stupisce,…

Consiglio comunale di Lucca: “Più rapide le risposte alle interrogazioni”, ma la giunta non ne ha pronte
Il consiglio comunale di Lucca del 20 gennaio 2026 è iniziato alle 21.05 con la richiesta del presidente Enrico Torrini al segretario di procedere all’appello nominale e contestuale…

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Che la sinistra lucchese sia misera lo sanno un po' tutti a queste latitudini. A parte avercela con il Barsanti Fabio per il fatto che lo considerano un fascista nostalgico di Mussolini - a proposito, il 28 ottobre cade il centenario della Marcia su Roma, vuoi che il Pd non si inventi qualche boiata pazzesca... - il bersaglio preferito dei loro strali è, da quando ha manifestato le proprie simpatie politiche, il direttore d'orchestra Beatrice Venezi, una eccellenza lucchese a tutti gli effetti e sotto tutti i punti di vista.
Davvero incredibile l'acredine verso questa ragazza che ha dimostrato, da sé, di meritare la popolarità e il successo che tutti, ormai, in Italia e all'estero, le riconoscono. E i primi a doverlo fare, ma se ne guardano bene, dovrebbero essere i verniciati di rosso e, soprattutto, le verniciate di rosso lucchesi con la puzza sotto il naso che non abbiamo nemmeno sentito aprire bocca né scrivere due righe su quello che sta accadendo in Iran dove, lì davvero, la libertà della donna è massacrata a colpi di sangue.
Ebbene, questa volta, sul profilo social Facebook di Francesco Raspini sono apparsi alcuni commenti non proprio edificanti rivolti all'indirizzo della Venezi. Basterebbe dare un'occhiata allo screenshot che pubblichiamo per rendersene conto, ma ce n'è uno in particolare che vogliamo porre all'attenzione del lettore, quello di Francesco Battistini, ex presidente del consiglio comunale durante l'amministrazione Tambellini, integerrimo esponente del Pd sempre pronto a schierarsi a sinistra contro ogni deriva di genere. Battistini, così, scrive in maniera sprezzante: Che pensi a fare la pubblicità al lato B(ioscalin). Ora, noi che non guardiamo la Tv da almeno 40 anni siamo dovuti andare a vedere a cosa faceva riferimento il Nostro e ci siamo imbattuti nello spot pubblicitario in cui Venezi e i suoi magnifici capelli esaltano le virtù del prodotto Bioscalin.
E' evidente che Battistini si riferiva, però, non alle proprietà del prodotto che, infatti, infila tra parentesi privo della lettera iniziale, ma al fondoschiena del direttore di orchestra che, tra l'altro, nel video appare sia pure per un attimo a fine spot. Lato B ha un significato inequivocabile e, per la sinistra in particolare, sessista e maschilista. Come può un esponente del Pd nonché rappresentante delle istituzioni uscirsene fuori come i dolori con un commento del genere verso una donna che non ha mai una sola volta dato adito a spunti come questo?
Sono mesi, ormai, che sui social Beatrice Venezi viene presa di mira, ma lei, che ha stile e classe, a differenza della Laura Boldrini, non va a caccia di cause facili da vincere. Mantiene, invece, un aristocratico distacco verso chi si diverte a manifestare il proprio livello di intelligenza pubblicamente.
Strano che una persona attenta come Francesco Raspini non si sia accorto dei commenti che pubblichiamo e che non sono davvero edificanti su un profilo come il suo ossia di una persona che voleva diventare sindaco di tutta la città. Si può non essere d'accordo con Venezi su tutto, ma buttarla sulla panna montata come fa una certa Maria Teresa Fava o sul lato B come il Battistini, beh, ci sembra francamente esagerato, ma, soprattutto, di cattivo, cattivissimo gusto.
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Caro direttore,
l’esito delle elezioni spiega perché tutto il mondo di sinistra (compreso ahimè il Capo dello Stato) vi si opponeva, inoltre sta provocando terremoti e riposizionamenti in tutti i partiti che contano.
Ne esce bene FdI che tuttavia ha cambiato il proprio DNA: da partito di opposizione, per di più con le stigmate del MSI, a partito di governo, addirittura egemone.
Se l’è cavata il M5S con l’apporto dell’Italia meridionale. Il M5S ha trovato in Conte il leader ideale. Cinico e sbragato, fatto a posta per gestire i grillini. A suo tempo Achille Lauro dava una scarpa agli elettori napoletani e solo se eletto dava la seconda scarpa. Conte e compagni hanno dato il reddito di cittadinanza promettendo di blindarlo se rieletti. Unica differenza nel sordido baratto: per comprare le scarpe Lauro spendeva soldi suoi, Conte spende soldi nostri. Comunque alla fine il Movimento non si è estinto, anzi aspira a sostituirsi al PD nel rappresentare il “popolo” e ricomincia a flirtare con chiunque ci stia, tutto lascia pensare che “ci stia” la sinistra che uscirà dalle macerie del PD.
Non ne esce male F.I. che ha recuperato un paio di punti valendosi dell’eterno Berlusconi, e, localmente, dell’attivismo di Mallegni che ha fatto eleggere altri ma non se stesso: eccesso di altruismo oppure errore di calcolo? Conoscendo l’uomo sono sicuro che assorbirà il colpo. Del resto se F.I. perdesse anche Mallegni avrebbe prospettive ancor più modeste qui in Toscana.
A metà strada Azione: questo minotauro di fresca nascita concepito dall’incestuoso amore di due genitori provenienti dal PD, che però presentano la loro prole come partito liberaldemocratico pur dichiarandosi già disponibili a patteggiare col moribondo partito di provenienza.
Ne esce male il PD che rischia addirittura l’estinzione. Qui sembra realizzarsi il brocardo di Andreotti: il potere logora chi non ce l’ha. Dopo un decennio nel quale le sconfitte elettorali non avevano scalfito il potere della filiera di sinistra, di cui il Pd è solo una parte, la caduta odierna ne vanifica il potere, scioglie i nodi che tenevano stretti i tanti galli dentro al pollaio.
Voglio vedere quale sarà il nuovo collante per rimettere insieme i democristiani di sinistra emiliani (la vecchia Margherita), i nostalgici del partitone che reggono le Coop, le ARCI e i circoli: le radici profonde dell’ex PCI sul territorio, i cattolici francescani, l’altro pezzo delle onlus, coop caritatevoli, ong pro immigrazione, i nostalgici della Resistenza dell’ANPI, i sindacalisti della CGIL, le organizzazioni LGBeccetera con le loro potentissime lobby (che strepitano a ragione quando qualche imbecille discrimina i “diversi” ma anche quando la discriminazione è pura fantasia), le organizzazione femministe (che assistono inerti ai massacri degli ayatollah iraniani o dei talebani afgani, perfino della famiglia pakistana omicida di Novellara, immigrata anni fa e “ben integrata” come da dichiarazioni del sindaco PD del Paese), i sindaci snob come Sala a Milano o Guarnieri a Roma, i cialtroni politici tipo Emiliano in Puglia, i cabarettisti tipo De Luca in Campania, i comunisti duri come Orlando, cantanti, attori, influencer, scrittori, intellettuali e pseudo tali, giornalisti, opinionisti, fino alle bocciofile: tutto il variopinto mondo che da decenni compone l’egemonico mondo della sinistra, che impone regole, che decide il corretto e lo scorretto, che occupa tutto l’occupabile con la straordinaria abilità dell’arrivista e la compattezza del “soccorso rosso”. Oggi sembra deflagrare né si sa dove andrà a parare l’ecpirosi di stoica memoria.
Ne esce male la Lega, lo constato con profondo dolore.
La ferita duole e molto: in Toscana passare dal 31.5% (Europee) al 6.7% odierno è una sofferenza, anche se ha portato a casa 6 parlamentari: risultato reso possibile perché i collegi uninominali sono stati spartiti a inizio luglio quando i sondaggi davano la Lega in una forbice del 15>18%. Ne derivò una attribuzione che premia la Lega con un paio di parlamentari in più.
In Italia all’8,8% con la Lega doppiata da FdI nei suoi bastioni storici lombardo/veneti. La Lega di Salvini ha un problema di rappresentanza prima ancora che di consenso: volendo rappresentare tutti finisce per non rappresentare nessuno.
Vi si aggiunge la compilazione di liste dove prevale l’amico, il famiglio, i paracadutati da Nord, dove non li volevano.
Il partito è in fibrillazione dappertutto ma soprattutto nelle terre di origine governate da tre presidenti Lega: Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Le fibrillazioni a Sud dell’Umbria sono trascurabili, seguiranno gli esiti provenienti dal Nord. La terra di mezzo (Toscana e Umbria) è più direttamente interessata alla vicenda.
Oggi ci sono in campo molte opzioni, alcune delle quali dirompenti:
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C’è la posizione dei salviniani forti dell’appoggio del capo, che ha commissariato la Toscana da 4 anni: L’allora segretario, poi senatore, Vescovi, non vi si oppose con la sufficiente energia e patteggiò una sorta di salvataggio ad personam che sacrificava l’autonomia della Lega Toscana e i militanti che avevano concorso alla ascesa del partito dallo 0.67% del 2013 fino al 16.7% delle regionali 2015, attuando la dottrina della Lega Nord: conoscenza e promozione del territorio, rappresentanza dei ceti produttivi, premio all’impegno, selezione per competenza e per merito e lealtà verso il partito. La commissaria imposta da Salvini, Susanna Ceccardi, fu molto brava a fare quello che sa fare: 48.000 voti di preferenza alle europee. Questa vocazione a massimizzare le preferenze è caratteristica anche dell’altra donna forte della Lega Toscana, la ora onorevole Elisa Montemagni, i cui primi passi all’inizio della sua carriera politica, incoraggiai da Presidente regionale e da commissario di Lucca. Si aggiunge una terza donna in terra Aretina: la attuale sottosegretaria Tiziana Nisini, rieletta. Tre donne capaci di ottenere consensi personali ma poco attrezzate per gestire un organismo complesso come un partito. E i risultati sono quelli odierni.
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Il territorio lucchese si conferma molto fecondo per il cdx, i parlamentari della Lega che hanno usufruito dei voti lucchesi sono Montemagni, Barabotti e un po’ anche Potenti che ha sconfitto nientemeno che Marcucci a Livorno! Il territorio potrà usufruirne.
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C’è la posizione di Gianni Fava, l’ultimo e unico oppositore ufficiale di Salvini nell’ultimo congresso federale che si perde nella notte dei tempi (come quelli provinciali e regionali) secondo cui la Lega salviniane non è contendibile dall’interno perché egemonizzata da un decennio di governo salviniano. Bisogna recuperare la vecchia Lega Nord tuttora in vita. Fava convoca un incontro di “volenterosi” il 16 ottobre in Brianza. Contestazione esterna al partito.
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C’è l’ipotesi dei Governatori nordici (Zaia, Fontana, Fedriga): aspettiamo la formazione del governo e il suo programma. Se non comprende alcune istanze ritenute fondamentali (fra tutte l’autonomia) contendiamo a Salvini l’egemonia sul partito. Dunque via interna di contestazione. Front man Fedriga, segretario in pectore Zaia.
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Da ultimo c’è il ritorno di Bossi, che propone un “comitato per il Nord”: una sorta di corrente interna alla Lega attuale, con la doppia vocazione di riproporre i temi originali del partito e limitare il potere di Salvini. Il vecchio Umberto è molto acciaccato e non può sobbarcarsi la fatica di fare il front man. Si vale di Paolo Grimoldi, onorevole uscente e non ripresentato da Salvini, ultimo segretario eletto della Lega Lombarda. Peraltro Grimoldi fu commissario della vecchia Lega Nord Toscana per 6 mesi nel 2009. Ma fa anche capolino un Marco Reguzzoni che faceva parte del “cerchio magico” di triste memoria nel 2012. Viste anche le cautissime dichiarazioni di tutti i componenti, a cominciare da Bossi, potrebbe trattarsi di una iniziativa che nasce addomesticata da Salvini.
Come si vede i risultati elettorali hanno acceso il fuoco dappertutto anche in casa Lega il cui pentolone è in piena ebollizione.
Difficile dire come andrà a finire sia alla Lega per Salvini premier sia al PD del pallido Letta.
C’è in tutti noi l’attesa della formazione del nuovo governo che dovrà affrontare situazioni estreme (non era meglio lasciare la patata bollente nelle mani di Draghi fino a marzo 2023? Sarebbe stata anche una cartina di tornasole per verificare se l’Europa fosse madre o matrigna).
Panta rei, tutto scorre diceva Eraclito quasi 2.500 anni fa: come Shakespeare fa dire a Riccardo III: sarà comunque “l’inverno del nostro scontento”, freddo e costoso, nella speranza che anche per noi si faccia “estate sfolgorante ai raggi” del sole italico.


