Cultura
L’associazione Amici del Museo Mitoraj: una giornata tra condivisione, arte e cultura
Venerdì 9 ottobre 2026, a Pietrasanta, l’Associazione Amici del Museo Mitoraj ha riunito i propri soci per una giornata dedicata alla conoscenza dell’artista e delle realtà che contribuiscono…

LuccAutori presenta gli incontri con Ilaria Grillini e Silvia Salemi
Alle ore 17 sala conferenze a Villa Bottini con Ilaria Grillini che presenta " Le donne di Carlo". Le figure femminili più importanti per il sovrano del Regno Unito (Rai Libri)

Alla Fondazione Ragghianti lectio magistralis della storica dell'arte Bożena Anna Kowalczyk sul collezionismo nella Venezia del Settecento
Giovedì 15 ottobre alle ore 18, nella Sala convegni "Vincenzo Da Massa Carrara" in via San Micheletto, 3 a Lucca, si terrà la lectio magistralis di Bożena…

Il poeta Geri di Gavinana, chi lo ricorda più?
Sono trascorsi tanti anni. Mi trovavo a lavorare presso la filiale di Fornaci di Barga della ex Cassa di Risparmio di Lucca.Davanti a noi impiegati, sulla strada,…

L'ultimo volo dell'aquila. I "Cento Giorni" di Napoleone Bonaparte e la Campagna contro la VII^ Coalizione
Appuntamento venerdì 16 ottobre 2026 in San Micheletto (Lucca) per il proseguo del focus autunnale sugli aspetti militari, tenuto da Silvio Ghiselli e Vittorio Lino Biondi

Fossi dell’Arte, gran finale in piazza San Francesco: sabato l’ultimo appuntamento
Un ultimo pomeriggio per curiosare, incontrarsi e lasciarsi sorprendere dall’arte. Sabato 10 ottobre, dalle 17 alle 21, Fossi dell’Arte torna in piazza San Francesco per…

A Pietrasanta tornano gli "Incontri di culture"
La prima edizione, lo scorso autunno, ha raccolto un forte apprezzamento, testimoniato dalle 43 adesioni di uomini, donne, ragazzi e ragazze provenienti dai quattro continenti. Ora "Incontri di culture",…

Pier Cappiello in visita al Puccini Museum Casa natale
Il direttore della Fondazione Giacomo Puccini, Luigi Viani nei giorni scorsi ha ricevuto al Puccini Museum Casa Natale Pier Cappiello nipote di Leonetto Cappiello, assieme ai rappresentanti dell'Associazione culturale…

Ultima Chiave 3.0 - “Non c’è salute senza salute mentale”
Sabato 10 ottobre, alle 9.30, l’ex ospedale psichiatrico di Maggiano, a Lucca, il Centro Studi e ricerche prof. Guglielmo Lippi Francesconi, in collaborazione con la ASL di Lucca…

Da Lucca e Livorno alla Spagna: due artiste toscane portano in scena Iris Versari & Nancy Wake
L'attrice lucchese Caterina Paolinelli e la musicista livornese Greta Merli portano a Barcellona e Valencia il loro spettacolo dedicato a due donne della Resistenza

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Giovedì 15 ottobre alle ore 18, nella Sala convegni "Vincenzo Da Massa Carrara" in via San Micheletto, 3 a Lucca, si terrà la lectio magistralis di Bożena Anna Kowalczyk dal titolo "Il Console Smith collezionista. Gusto, intuizione e astuzia nella Venezia del Settecento", ottavo appuntamento del ciclo di conferenze organizzate dalla Fondazione Ragghianti con la partecipazione di studiosi di rilevanza internazionale. L'incontro è a ingresso libero, fino a esaurimento dei posti disponibili.
La lectio, introdotta dal direttore della Fondazione Ragghianti Paolo Bolpagni, prenderà in esame il vivace e articolato panorama del collezionismo nella Venezia del Settecento, in special modo quello legato al fiorire del mercato turistico del Grand Tour e al trasferimento di opere d'arte verso le grandi corti europee, soprattutto quella inglese, per cui svolse un ruolo fondamentale il banchiere e diplomatico britannico Joseph Smith (1674-1770), che fu il più importante mecenate dell'epoca a Venezia, nonché console nella città dal 1744 al 1760.
La sua intensa attività di collezionista di manoscritti, libri, disegni, dipinti, medaglie, gemme incise e monete si affiancava a quella commerciale, e spesso i due aspetti combaciavano e si confondevano, tanto da allarmare il collezionista e antiquario veneziano Anton Maria Zanetti di Girolamo (1680-1767). Quest'ultimo, infatti, non aveva inizialmente intuìto che con le prime commissioni di opere ai pittori veneziani, tra cui Sebastiano e Marco Ricci, Rosalba Carriera, Antonio Visentini e Canaletto (tutti amici anche di Zanetti), l'oculato inglese aveva già iniziato a formare la propria raccolta di arte veneziana del Settecento, la più importante al mondo, ora vanto della Royal Collection britannica.
Nata a Varsavia, Bożena Anna Kowalczyk è un'eminente studiosa di Canaletto e della pittura paesaggistica veneziana del XVIII secolo. È autrice di numerosi saggi pubblicati in riviste specialistiche internazionali, e curatrice di mostre dedicate al vedutismo, a partire da "Bernardo Bellotto 1722-1780" (Venezia, Museo Correr, 2001), "Canaletto prima maniera" (Venezia, Fondazione Cini, 2001), "Canaletto: il trionfo della veduta" (Roma, Palazzo Giustiniani, 2005) e "Canaletto e Bellotto: l'arte della veduta" (Torino, Palazzo Bricherasio, 2008). Tra il 2010 e 2015 ha collaborato con Culterespaces per la realizzazione di due esposizioni, "Canaletto et Guardi. Les deux maîtres de Venise" (Parigi, Musée Jacquemart-André, 2012-2013) e "Canaletto. Rome, Londres, Venise. Le triomphe de la lumière" (Aix-en-Provence, Hôtel de Caumont, 2015). Più recentemente ha curato due grandi retrospettive, "Bellotto e Canaletto. Lo stupore e la luce" e "Canaletto 1697-1768", organizzate alle Gallerie d'Italia di Milano nel 2016-2017 e a Roma a Palazzo Braschi nel 2018. Un suo importante lavoro curatoriale è anche la mostra "Bernardo Bellotto 1740. Viaggio in Toscana", presentata nel 2019-2020 alla Fondazione Ragghianti.
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Sono trascorsi tanti anni. Mi trovavo a lavorare presso la filiale di Fornaci di Barga della ex Cassa di Risparmio di Lucca.
Davanti a noi impiegati, sulla strada, con passo lento, apparve un uomo mingherlino; un po’ ingobbito aveva lo sguardo rivolto a terra, come se solo lì, nell’umiltà, trovasse le sue radici.
Avevo come cassiere Agostino, nativo del vicino paese di Ghivizzano e perciò conosciutissimo dalla clientela. In quel momento in banca non c’era nessuno. Mi disse, facendo cenno alla strada: Quello è Geri di Gavinana, e mi parlò di lui e della sua poesia. Aveva lavorato come operaio alla grande azienda metallurgica di Fornaci di Barga. Il suo vero nome era Giuseppe Geri, ed era nato il 1 novembre 1889 a Gavinana. Lo incontrai, infine, e ci conoscemmo. Non tradì la mia prima impressione. Una persona umile, dolce, che non poteva che essere amata. Era un poeta, e lui non lo diceva, lasciava parlare le sue poche poesie, tutte semplici come lui. Non molte. Scoprii poi che nel 1929 Vallecchi gli aveva pubblicato “Fiori di bosco” su indicazione del famoso studioso della letteratura italiana Luigi Russo. Il volume e la poesia omonima ebbero un grande successo, meritando gli elogi di Benedetto Croce. Luigi Russo inserì poi la poesia “Fiori di bosco” nell'antologia scolastica "L'ora mattutina", dove comparve accanto a quelle di Pascoli e D'Annunzio.
Non riuscii mai a possedere quel libro, ma ci pensò un collega che conoscevo, Mirko Pucciarelli, a raccoglierne alcune in un piccolo volumetto ciclostilato intitolato: «Sulle rive del Serchio». Quando le lessi, subito pensai che non esiste la grande e la piccola poesia, ma soltanto la Poesia, e ogni poesia ha la sua bellezza perché è il riflesso di un’anima. Tutta l’arte è un riflesso dell’anima, ma la poesia ne è l’espressione più lucida e profonda.
Leggete questi pochi versi e apprezzatene il garbo e la leggerezza. Usava la rima con eleganza e proprietà, un’abitudine oggi scomparsa nella poesia moderna. Anch’io scrivo poesie in versi liberi e mi è difficile immedesimarmi e immaginare le qualità e la potenza di cui erano colmi, ai quei tempi e nel passato ancora più lontano, gli artisti che sapevano scrivere in rima. Si dice che Dante, se poteva avere qualche difficoltà a tradurre un concetto in prosa (fra l’altro conosceva male il latino, già involgarito ai suoi tempi), mai lo aveva quando si trattava di comporre delle rime. Gli scendevano giù come da una limpida sorgente, spontanee e scorrevoli.
Ecco pochi versi esemplificativi di Geri di Gavinana:
“La bella fontanina dell’amore /che butta l’acqua tutto il giorno fresca, /la gente che ci va (e poi ci resta!) /tutti si vanno a rinfrescare il cuore.”
E anche questi:
“Quando son morto, /così ho disposto, /che mi riportino /lassù al mio posto; /nel cimitero /di Gavinana, /ove risuona /quella campana /che un dì ha suonato /quando son nato. /Là nel silenzio /di Selvareggi, /se l’usignolo /manda gorgheggi, /nei giorni estivi, /a tarda sera, /sentirò flebile /quella preghiera. /Tra quelle zolle /di antichi forti, /dove riposano /tutti i miei morti, /tra quelle croci, /nel lungo oblìo, /vorrò un giorno /dormire anch’io.”.
Altre poesie le troverete a questo link: https://utilisputidiriflessione.blogspot.com/2015/07/il-poeta-delle-piccole-cose.html da cui ho tratto le fotografie.
Questo, invece, è l’inizio della poesia “Fiori di bosco”, composta il 7-9-1961, che dette il titolo al volume pubblicato da Vallecchi:
Poveri fior di bosco, appena nati,
e ricevuto il bacio del mattino,
vi vedo sulla terra a capo chino,
nell’ombra, mezzo gialli e spelacchiati.
Perché non siete bene coltivati
come son tutti i fiori del giardino?
La prima guazza vi troncò il cammino
e là dormite come i trapassati.
(…)
È sepolto, secondo le sue volontà, nel piccolo cimitero di Gavinana e la sua tomba reca la semplice scritta: “Geri di Gavinana – Poeta”.

