Politica
Francesco Pellati: "Venezi, ancora Venezi, sempre Venezi"
Il generale Vannacci ringraziò il giornalista di Repubblica Pucciarelli che a suo tempo gli lanciò “il mondo al contrario” con le sue maldestre stroncature, oggi la signora Venezi dovrebbe ringraziare tale Trentin, capo RSU/CGIL della Fenice di Venezia, i suoi compagni di sindacato e di partito e gli immancabili analfabeti del M5S

Pd, Lucca Futura, AVS e Lucca Civica: "Il teatro del Giglio e la città meritano serietà"
"L'amministratore del Teatro del Giglio non sa più a cosa attaccarsi e tira fuori presunti risanamenti, addossando colpe inesistenti al passato, quando lui non è ancora stato in…

Roberto Vannacci ad un passo dal... lancio: addio alla Lega e avanti per conto proprio
Se ne parla da tempo, ma nessuno fino ad oggi ha ottenuto una dichiarazione ufficiale da parte dell'europarlamentare della Lega. Ciò nonostante i malumori e gli attriti non sono mancati e non mancano di certo al punto che, ormai, la frattura tra il partito di Salvini e il generale è insanabile

Alla Casa del Boia la pandemia come non l'avete mai affrontata
La gestione pandemica ha presentato enormi criticità e problematiche che ancora oggi non sono state adeguatamente evidenziate e valutate.

'La legge di iniziativa popolare antifascista dorme nei cassetti, vediamo di svegliarla'
Si è tenuta una conferenza stampa, alla Camera dei Deputati a Roma, per rilanciare l’attenzione sulla legge di iniziativa popolare antifascista, nata nel Parco nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema e sostenuta da oltre 250 mila cittadini

Approvato il Bilancio di previsione 2026: aumenta la spesa per il sociale e per gli investimenti sul territorio a tassazione invariata
Approvato lo scorso martedì 20 gennaio dal consiglio comunale il Bilancio di previsione 2026 del Comune di Lucca. Il documento, che disegna i principali ambiti di intervento stabiliti dall'amministrazione…

Cure odontoiatriche all’ospedale di Lucca, comitati sanità: “Profonde carenze. Pensiamo a istituire un pronto soccorso odontoiatrico locale”
Una storia che rivela le profonde carenze nelle cure odontoiatriche all’ospedale di Lucca: da questo partono i comitati sanità di Lucca e il coordinamento provinciale sanità pubblica. “È…

Teatro del Giglio Puccini, Bianucci: "Un esponente di destra come Brugnaro lo definisce un luogo "non adatto", non siamo solo noi ad evidenziare i problemi nella gestione"
"La proposta pro-Beatrice Venezi dell'amministratore unico del teatro del Giglio Puccini, Angelo Lazzarini, è stata per Lucca un boomerang che ha acquisito un palcoscenico più che…

Vittorio Fantozzi e Marco Martinelli: "Lucca virtuosa anche sul tema della sicurezza. Il Ministro Piantedosi fa i complimenti alla sinergia cittadini-forze dell'ordine che hanno sventato un rave party a Balbano"
"Piovono notizie positive su Lucca, anche sul terreno insidioso della sicurezza pubblica. Infatti, insieme all' annuncio che la nostra città è una delle migliori quanto a interesse…

Capannori rifiuta di intitolare una via a Norma Cossetto, Zucconi (FDI): una scelta incomprensibile e irrispettosa
"Apprendiamo con profondo disappunto la notizia che il Consiglio comunale di Capannori abbia respinto la mozione presentata dal gruppo consiliare di Fratelli d'Italia per l'intitolazione di una…

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Sono felice del risultato che ha portato un candidato civico, Mario Pardini, ad essere il nuovo sindaco di Lucca. Gli insulti che sono piovuti addosso sia a me che a Giorgio Del Ghingaro, testimoniano di una assoluta immaturità politica da parte del csx. Agitare lo spauracchio dell’antifascismo, valore a me molto caro, per elezioni amministrative per spaventare i cittadini non ha pagato.
La stessa immaturità che porta il csx a cantare vittoria per i ballottaggi, senza considerare due piccoli dettagli: il voto il 26 giugno quando i moderati in Italia sono in vacanza e l’affluenza bassissima ovunque, con un tasso di astensionismo molto preoccupante.
Immaturità che porta Calenda a darmi dell’incapace e poi dello sfigato. Io dico l’incapace è lui che venendo qui con prosopopea e trionfalismo non ha spostato nessuno dei miei voti verso Raspini.
Immaturità dello stesso fronte del centrosinistra, che definisce Barsanti prima un autorevole esponente del centrodestra e un minuto dopo un pericoloso esponente di CasaPound.
Lo ripeto, il 42 per cento di partecipazione al voto è un dato preoccupante: il primo lavoro di Pardini dovrà essere quello di riuscire a coinvolgere i cittadini lucchesi nella partecipazione alla vita della polis, riagganciare quei nodi che tengono insieme tutti i cittadini e restituire a Lucca tutti insieme tutto il suo splendore.
Ora, bisogna sviluppare in Toscana un campo di un’area di centro liberale che sia un centro vero, non quello di Calenda, che si è rivelato solo una costola del Pd.
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Da tempo scambio opinioni con Mario Pardini: mai sopra le righe, a volte persino stoico nel subire gli sgarbi del cdx, paziente nel digerire le intemerate di un pezzo della sinistra (tuttavia non di Raspini, anche lui uomo pacato e pieno di dignità), efficiente e attivo come la maggior parte di chi conosce la fatica di gestire imprese o organismi complessi, ben poco legato alle ideologie, disponibile al confronto e persino inclusivo.
È un peana al vincitore? Non nel mio caso che nulla ho in gioco se non le convinzioni maturate nel corso di una lunga vita.
È invece la speranza che la Lucca “bella addormentata” possa aver trovato il principe azzurro che la risvegli.
Fare il sindaco è diventata una specie di vocazione, un richiamo al “sacerdozio” non tanto politico quanto civile: il sindaco non è l’icona televisiva o giornalistica, è carne e ossa con cui poter parlare, misurarsi, consigliarsi, discutere e litigare.
È l’ultimo presidio politico in cui i cittadini sembrano avere ancora fiducia, per quanto modesta: nel concreto Pardini ha acquisito il consenso di circa il 25% non dei cittadini di Lucca ma degli aventi diritto al voto. Tuttavia va peggio agli altri rappresentanti politici.
A sua volta il sindaco deve misurarsi con le maggioranze consigliari, con l’organizzazione burocratica interna al Comune, con le reali disponibilità economiche, con le normative così spesso irragionevoli che pervengono da mille cecchini appostati nella lunga e invasiva filiera burocratica che avvolge il nostro Paese.
In Toscana abbiamo il ben noto PIT di provenienza Enrico Rossi, che è una gabbia più ideologica che logica. Il PIT toscano si aggiunge a tutti gli altri presidi che lo Stato e la Regione, a cascata, hanno posto a guardia di un progetto orientato a un centralismo burocratico brutale più che a una libera competitività di chi ha voglia di fare.
Nel caso delle maggioranze consigliari Pardini sembra possedere la capacità di mediazione che è la principale dote di chiunque si occupi di soggetti complessi, anche amministrativi.
I partiti non escono bene dalla competizione lucchese, tanto a destra quanto a sinistra.
A destra i partiti, anche quelli che oggi salgono sul carro e intonano peana, hanno messo - loro sì – a rischio questa vittoria per mesi e mesi. La corsa di Pardini è stata autorizzata 40 giorni prima della scadenza elettorale, la vittoria è sua, non dei recalcitranti partiti!
A sinistra il PD e gli alleati l’hanno messa in ideologia.
Aveva un bello sforzarsi Raspini a visitare rioni e frazioni, a interloquire con i cittadini, a rappresentarsi come amministratore, il controcanto del suo partito e dei suoi sostenitori era acremente ideologico: il pericolo era Barsanti, il piccolo Fhurer di Lucca che mette in pericolo l’essenza stessa della democrazia cittadina. Andiamo ragazzi, di per sé è una cosa comica.
Detto poi da chi ha sulla sua coscienza storica la svendita a Tito (ordine di Stalin eseguito da Togliatti) del Friuli e di parte del Veneto e quindi la correità nelle foibe e nell’eccidio della Brigata Osoppo, le atrocità dell’esercito titino, il silenzio sulle tragiche vicende dei profughi dalmato/istriani, perseguitati dai comunisti jugoslavi e detestati come “fascisti” da quelli italiani, e i triangoli della morte!
Più difficile interpretare e coinvolgere il partito degli astenuti, che non hanno votato ma che hanno pretese e diritti uguali a chi ha votato. Siccome non si capisce bene quello che vuole chi non ha votato è altrettanto difficile coglierne le esigenze.
L’entità molto risicata della vittoria di Pardini indica che Lucca è divisa per davvero. Al netto degli estremi, i lucchesi sono schierati per quasi la metà da una parte o dall’altra.
Mettere insieme le due parti per ottenere il consenso nelle decisioni di maggiore impatto sarà una impresa: forse Pardini riuscirà a diminuire il dissenso ideologico secondo cui l’avversario politico sbaglia sempre, facendo prevalere l’efficacia delle decisioni. Le apprezzabili dichiarazioni, post sconfitta, di Raspini contengono un messaggio di disponibilità.
Ci sono le attese dei soggetti economici oltreché “sociali” e culturali che nobilitano la città da studiare e soddisfare.
Il profilo poco partitico, molto tecnico, molto concertativo di Pardini può fornire alla città una competitività obiettiva. Il dover rispondere ai cittadini e non a un partito è un vantaggio.
C’è poi il problema della Giunta, che è come il Consiglio di Amministrazione del Comune: anche qui più che meriti di partito valgono competenze e dedizione all’incarico.
È facile pensare che Pardini stia in queste ore affrontando la “battaglia” della Giunta lucchese: primo banco di prova della solidità della sua composita maggioranza.
Insomma Pardini è già carico come un mulo di cose da fare più che da proclami da enunciare.
Infine i risultati complessivi dei ballottaggi confermano che il centrosinistra si afferma e conquista posizioni là dove il centro destra continua a farsi male da solo. A Lucca il centro destra ha provato a farsi male, non ci è riuscito: Lucca è in controtendenza, affida a Pardini e alla sua giunta il compito di ben governare.


