Politica
Femminicidio, perché Roberto Vannacci ha ragione e perché chi lo attacca non ha capito una sega
Se il problema dell'umanità fosse ridotto al solo femminicidio, ci sarebbe molto ancora da fare, ma, onestamene, molto ancora si sarebbe fatto. Gli ultimi episodi di cronaca nostrana…

Impianto pannolini a Salanetti, Zucconi (FdI): "Prima dei finanziamenti vengono ambiente, sicurezza e interesse dei cittadini"
"Leggo con un certo stupore l'appello che mi rivolge l'onorevole Simiani affinché l'impianto per il trattamento dei pannolini a Salanetti venga comunque finanziato, nonostante la perdita dei…

Lucca città d'acqua, Lucca città verde. Riportare alla luce il fossato tombato sotto Corso Garibaldi
Riaprire il fosso coperto di Corso Garibaldi non significa guardare nostalgicamente al passato. Significa recuperare un'infrastruttura storica e darle una funzione nuova: contribuire alla costruzione della città capace…

Dall'ascolto ai fatti concreti: la Notte Bianca di Ponte a Moriano dimostra la forza del lavoro sul territorio
Il successo straordinario di "Ponte a Moriano sotto le stelle" non è nato per caso: è il risultato di un percorso preciso, fatto di presenza costante sul territorio,…

Evitiamo di spingere la Russia alla terza guerra patriottica
I vertici di questa UE che nulla ha a che fare con l'Europa della quale vanno sognando gli europeisti, stanno cercando di infondere nelle nazioni che compongono l'unione…

Nigeria ad un bivio: quasi 4 milioni di sfollati interni, mentre violenze, omicidi e sequestri aumentano. 19 mila chiese distrutte
Un nuovo report della Fondazione Porte Aperte (Open Doors) lancia l'allarme sul futuro delle comunità colpite dalla violenza nel nord della Nigeria. Intere comunità cristiane sono state sradicate

Saxonian Dream
Le elezioni nel land della Sassonia-Anhalt hanno dato un segnale chiaro, il cui livello di capacità di preoccupare dipende dall’ideologia di chi osserva i risultati

Mario Pardini ha deciso: andrà con Fratelli d'Italia
Noi a volte ci domandiamo se l'intelligenza è una virtù o, più semplicemente, una colpa. In entrambi i casi la sostanza non cambia, soprattutto, se, nella politica italiana, essa è più rara di un cane albino

Un’Italia guidata dalle donne
Salvo che in questo momento, l’Italia è sempre stata governata da uomini. Non mi sono mai piaciuti ad eccezione di De Gasperi ed anche di Cossiga, “il picconatore”, meno diplomatico di De Gasperi, ma uomo che non si faceva ridere in faccia

L’illusione di essere Dio… il fine vita
Un'altra Regione ha approvato la legge che disciplina modalità e procedure per consentire ai malati terminali, o comunque a chi ne faccia richiesta (nelle condizioni previste dalla norma),…

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La Reale Accademia delle Scienze Svedesi sta assegnando i prestigiosi premi Nobel, l'ultimo dei quali, quello per la Medicina, è stato conferito a due biologi e a un medico che hanno svelato come agisca una particolare serie di cellule del nostro sistema immunitario: come gli anticorpi prodotti dal sistema riescano a non colpire tessuti e organi sani, nel corso della loro preziosa opera di difesa del nostro organismo. Così, per le altre principali materie, sia scientifiche che letterarie, saranno ora individuati gli altri destinatari del più ambito dei riconoscimenti internazionali. Un premio, avulso da questo contesto culturale, è invece quello per la Pace. Si tratta infatti di un riconoscimento che, non essendo ricondotto al valore stimato delle scoperte nel campo della scienza e delle lettere – ossia corredato da evidenze e pregi valutabili nel concreto – viene assegnato secondo criteri di valutazione diversi. Accade così, fin dal 1895: lo si conferisce a una personalità, laica oppure religiosa, che abbia contribuito alla pacificazione tra i popoli e gli Stati, oltre che per illustri esempi di solidarietà verso i più deboli, gli svantaggiati e gli oppressi. Un criterio che, in quanto genericamente indicato, spesso ha suscitato scalpore e finanche proteste, da parte di coloro che ritenevano fosse dovuto ad altri soggetti più meritevoli. Quest'ultima fattispecie potrebbe ripresentarsi qualora prendessero corpo le voci che danno per certa l'assegnazione del Nobel per la Pace a Donald Trump, il bizzarro miliardario newyorchese che oggi occupa la Casa Bianca, promotore del piano di pace in Terra Santa. Se la voce che circola nelle cancellerie di mezzo mondo, all’indomani dell'adesione al piano Trump sia da parte degli Israeliani che dei Palestinesi, si concretizzasse con l’assegnazione dell'ambito premio al tycoon americano, certo sorgerebbero polemiche e contestazioni da parte di quanti oggi soffiano sul fuoco, partecipano a cortei di protesta e navigano procellosi mari per giungere sulle coste di Gaza. C'è da giurarci: ciò darebbe fiato a nuove proteste. D'altronde, il piano di pace accettato da Israele, dai Paesi arabi e dalla stessa Autorità Palestinese, scompagina le mire propagandistiche degli irenici e dei protestatari ad oltranza, dimostrando quanto inutili siano state quelle iniziative popolari e quanto di strumentale e cervellotico vi sia stato nella protesta esasperata di tutto l’arcipelago della Sinistra. Quanto insomma il vero obiettivo degli oltranzisti fosse un espediente per mettere in crisi e screditare, davanti all'opinione pubblica, il governo Meloni, strumentalizzando il sostegno ai rivoluzionari da diporto della "Flottilla". Questi ultimi, una volta bloccati e fatti sbarcare dagli israeliani, non hanno sbarcato dalle stive delle loro barche nulla che somigliasse agli aiuti destinati ai Palestinesi Per paradosso, la pace rischia di scoppiare per merito dell'esponente più esecrato e contestato da quella parte politica, ossia Donald Trump. E tuttavia il destino cinico e baro ha messo d'accordo palestinesi ed Israeliani proprio nel momento in cui la protesta ha raggiunto il suo culmine con il più classico degli scioperi generali di matrice politica, decretandone l’inutilita’. Cio nonostante c’e da obiettare qualcosa sul proposito di assegnare il Nobel per la Pace al presidente degli Stati Uniti d'America. Innanzitutto perché le intenzioni di pace prendono consistenza come conseguenza degli esiti della guerra, più che per le azioni diplomatiche e politiche messe in campo dal leader statunitense. Se oggi Hamas si dispone a ragionare, non è per un convincimento indotto dal piano di pace, bensì per l'esaurimento di risorse, uomini e mezzi atto a rendere possibile la continuazione dell'opera guerrafondaia dei corpi paramilitari palestinesi, libanesi e yemeniti. Dando così una certa dose di ragione alla risposta militare, cruenta e spietata, di Netanyahu nel dover debellare radicalmente quelle formazioni terroristiche dalla Striscia di Gaza, per mano militare. In secondo luogo, il piano di pace non è farina solo del "solo" sacco di Trump, ma anche degli Inglesi, dei Paesi della Lega Araba e del governo israeliano stesso. Ne consegue che la titolarità del piano non spetti a un solo uomo, ma al concorso di una serie di soggetti diversi. Infine, dal fatto che Trump non ha le stigmate del pacificatore, ma usa la politica di pace per finalità estranee alla pace stessa, al solo fine di poter meglio proseguire nel suo intento di districarsi politicamente, realizzare scopi ed interessi prevalenti di tipo commerciale. Assegnare oggi il Nobel al presidente degli States rappresenterebbe dunque il più eclatante segno dei tempi derelitti in cui versa un mondo che parla di pace e che però finisce per perorarne la causa non per amore della concordia tra tutti i popoli dell’umanità, ma come pre condizione necessaria alla finalità economica. Insomma, niente ha più valore e tutto ha un prezzo. Anche la Pace.
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Un fine settimana all'insegna del Ricordo della tragedia delle Foibe, quello andato in scena sabato 4 e domenica 5 ottobre, in provincia di Lucca. La manifestazione patriottica "Una Rosa per Norma Cossetto", alla sua settima edizione, ideata e organizzata in tutta Italia e anche all'estero dal Comitato 10 Febbraio, ha visto susseguirsi ben 9 eventi sul nostro territorio.
Tre i patrocini comunali ottenuti – Lucca, Forte dei Marmi e Fabbriche di Vergemoli – con la presenza alle cerimonie di sindaci, vicesindaci, assessori e consiglieri comunali; numerosi i rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d'Arma che hanno partecipato – Alpini, Artiglieri, Bersaglieri, Carabinieri, Marinai, Reduci e Combattenti; presente anche l'Istituto del Nastro Azzurro fra combattenti decorati al valor militare, vari membri dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, autorità della Polizia Municipale, rappresentanti della Capitaneria di Porto e tante persone che hanno voluto esprimere la loro vicinanza al ricordo di Norma Cossetto.
"Due giorni intensi – afferma Sandro Righini, commissario provinciale del Comitato 10 Febbraio – e ricchi di significato, che ci hanno visto toccare tutto il territorio lucchese: Marlia, Lucca, Montecarlo, Camaiore e Viareggio, Forte dei Marmi, Pietrasanta, Massarosa, Vergemoli e Castiglione di Garfagnana. Abbiamo commemorato, ovvero ricordato insieme, la storia e la tragica fine di Norma Cossetto, la giovane studentessa istriana trucidata dalla mano dei partigiani comunisti filo jugoslavi nella notte fra il 4 e 5 ottobre del 1943. Ma con Lei abbiamo ricordato anche tutti gli altri fratelli giuliano-dalmati infoibati in quei terribili anni e tutte le donne che, purtroppo ancora oggi, sono vittime di violenza e dei cosiddetti stupri di guerra, di cui Norma Cossetto è divenuta simbolo".
"In tutte le cerimonie che si sono svolte – conclude la nota – abbiamo espresso un messaggio di testimonianza, di coraggio e di amore per la conoscenza, di contro a chi continua ad agire distruggendo o imbrattando targhe o monumenti alla memoria di Norma Cossetto. Il naturale e umano sdegno di fronte a simili vigliaccherie non deve prevalere. Dobbiamo continuare a lavorare con passione, volontà e perseveranza per non prestare il fianco a chi ancora fomenta l'odio. E pensiamo che il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei ministri, concesso quest'anno alla manifestazione "Una Rosa per Norma", sia un grande riconoscimento al lavoro paziente e costante che il Comitato 10 Febbraio svolge in tutta Italia. Ma anche uno sprone a fare ancora di più sulla strada della testimonianza e della storia."


